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Helicobacter pylori: sintomi, trasmissione e prevenzione

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L’helicobacter pylori è un batterio che può causare infezioni gastrointestinali, talvolta anche gravi come ulcere e cancro gastrico. Si trasmette principalmente per via orale o oro-fecale, attraverso cibi e acqua contaminati o strumenti medici non sterili. I sintomi includono dolore addominale, nausea e perdita di appetito, ma spesso l’infezione è asintomatica.

Scopriamo in questo articolo tutto quello che c’è da sapere!

Indice

Cos’è l’Helicobacter pylori?

L’infezione da Helicobacter pylori è un disturbo dell’apparato intestinale, provocato dal battere dell’Helicobacter pylori (Hp), capace di vivere in ambienti altamente acidi, come lo stomaco, grazie alla produzione di un enzima chiamato ureasi. Questo enzima trasforma l’urea presente nello stomaco in acido carbonico e ammoniaca, neutralizzando parzialmente l’acidità gastrica e creando un microambiente favorevole per l’insediamento e la riproduzione del batterio consentendolo di penetrare nella mucosa gastrica e sfuggire all’azione dei succhi gastrici.

Il suo nome particolare deriva dal termine “Helicobacter” che fa riferimento dalla forma ad elica della testa, che gli permette di roteare e muoversi, e “pylori” che fa riferimento al piloro, ovvero il punto di passaggio dallo stomaco all’intestino, dove poi si sviluppa l’infezione.

Sintomi dell’infezione Helicobacter pylori

Helicobacter pylori è presente nello stomaco di due italiani su tre e, nella maggior parte dei casi, non manifesta sintomi né conseguenze cliniche. Tuttavia, quando i sintomi si palesano, possono includere:

  • Gonfiore;
  • Vomito;
  • Dolore addominale;
  • Nausea;
  • Perdita di peso involontaria;
  • Perdita di appetito.

Se non trattata può portare a complicazioni più significative, tra cui:

  • Gastrite cronica: infiammazione persistente dello stomaco;
  • Ulcera peptica: ulcere nello stomaco o nel duodeno;
  • Cancro gastrico: H. pylori è un fattore di rischio riconosciuto per l’adenocarcinoma gastrico;
  • Linfoma MALT: una rara forma di linfoma associata all’infezione.

Trasmissione, cause e fattori di rischio

Le modalità precise di trasmissione dell’Helicobacter pylori non sono state ancora completamente comprese, ma l’uomo è l’unico ospite attualmente conosciuto di questo batterio. L

a trasmissione più probabile avviene per via orale o oro-fecale. Il batterio può essere trasmesso da persona a persona attraverso il contatto diretto con saliva, vomito o feci di persone infette. Inoltre, altre possibili vie di contagio includono il contatto con alimenti o acque contaminate e/o strumenti endoscopici contaminati, anche se non esistono ancora dati definitivi al riguardo.

Come prevenire l’infezione di Helicobacter pylori?

Prevenire l’infezione da Helicobacter pylori può essere complicato, ma le linee guida nazionali raccomandano alcuni comportamenti per ridurre il rischio di trasmissione:

  • Lavarsi accuratamente le mani più volte al giorno;
  • Consumare alimenti igienicamente sicuri, ben lavati e adeguatamente cotti;
  • Bere acqua potabile; in caso di dubbi sulla potabilità, preferire l’acqua in bottiglia.

Diagnosi

La diagnosi di un’infezione da Helicobacter pylori può essere effettuata attraverso diversi metodi, sia non invasivi che invasivi. Questi esami sono fondamentali per identificare la presenza del batterio, soprattutto in caso di sintomi gastrointestinali o sospetto di infezione.

Metodi di diagnosi non invasivi:

  • Test del respiro (Helicobacter pylori breath test): L’ureasi prodotta dal batterio idrolizza l’urea in ammoniaca e anidride carbonica, che viene assorbita dalle pareti gastriche, quindi veicolata dal sangue e rapidamente escreta nell’aria espirata. Il paziente, durante il test, ingerisce una sostanza contenente urea marcata. Se vi è presenza di un’infezione gastrica da parte di Helicobacter Pylori, si ritroverà una certa quantità di anidride carbonica radiomarcata nell’aria espirata dal paziente dopo 30 minuti dall’inizio del test;
  • Test sierologici: Questi test rilevano la presenza di anticorpi anti H. pylori nel sangue. Tuttavia, non possono distinguere tra un’infezione attuale e una passata;
  • Test delle feci: Questo esame rileva gli antigeni di H. pylori nelle feci. È particolarmente utile quando non è possibile sospendere farmaci che inibiscono la secrezione acida dello stomaco, come gli inibitori della pompa protonica.

Metodi di diagnosi invasivi:

  • Endoscopia con biopsia: Vengono prelevati campioni di tessuto gastrico per analisi istologiche, test rapido all’ureasi o coltura. Questo metodo è raccomandato in presenza di sintomi più gravi o per persone di età superiore ai 60 anni.

Test per rilevare la presenza dell’Helicobacter pylori (Hp)

L’esecuzione del test per l’Helicobacter pylori è consigliata ai pazienti che sospettano la presenza dell’infezione e a chi, nella fase di post trattamento dell’infezione vuole verificare l’effettiva eliminazione del batterio.

I punti prelievo Butterfly Lab offrono diversi pacchetti di analisi per verificare la presenza dell’Helicobacter pylori. Questo test è in grado di rilevare il batterio utilizzando un semplice campione di feci, evitando così la necessità di esami invasivi, quando possibile.

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