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Microbiota intestinale: l’organo invisibile che influenza la salute

disturbi del sonno e disbiosi intestinale microbiota

Chiunque abbia mai sentito parlare di flora batterica, fermenti lattici, prebiotici e probiotici, sa quanto sia cruciale preservare un equilibrio sano nel nostro intestino, e più precisamente nel microbiota intestinale. Ma che cos’è esattamente questo microbiota? E che influenze ha sul nostro organismo? Analizziamo l’argomento in questo articolo!

Indice

Cos’è il microbiota intestinale e quali funzioni ha

Il microbiota, più comunemente conosciuto come flora batterica intestinale, è una comunità di microrganismi che popola il tratto intestinale composta da batteri, funghi e virus, la cui interazione equilibrata e dinamica porta numerosi benefici all’organismo.

Sin dal grembo materno il microbiota inizia a colonizzare l’intestino, per poi andare incontro ad una crescita esponenziale dopo la nascita: si tratta di un vero e proprio universo microscopico costituito da una grande varietà di batteri, dai nomi complessi e spesso sconosciuti. Ad esempio, il batterio Akkermansia della specie Verrucomicrobia rappresenta circa il 3% tra le specie microbiche presenti nel tratto intestinale di un adulto sano.

Il restante 97% del microbiota intestinale è composto:

  • per la maggior parte da 6 phyla di batteri (tra cui citiamo i Firmicutes, i Bacteroidetes, gli Actinobacteria, i Proteobacteria e i Fusobacteria);
  • da funghi, tra cui la Candidae e i Saccharomyces;
  • da altri virus e parassiti.

Tutti insieme vanno a formare un’abbondante comunità microbica, la cosiddetta microflora intestinale, che raccoglie circa 100 trilioni di microrganismi per ogni individuo.

Il microbiota intestinale è di fondamentale importanza per il mantenimento della nostra salute: svolge talmente tante funzioni che spesso viene considerato un vero e proprio organo. I batteri della flora intestinale svolgono infatti diverse funzioni, tra cui:

  • la fermentazione degli alimenti;
  • la protezione dagli agenti patogeni;
  • l’estrazione di energia e nutrienti dal cibo;
  • la stimolazione e il controllo della risposta immunitaria;
  • la produzione di vitamine essenziali come la K e la B12.

Gli squilibri del microbiota e patologie associate

È bene sapere che il microbiota intestinale dipende intrinsecamente dal microbioma umano, ossia il patrimonio genetico posseduto dal microbiota: ovvero, la distribuzione dei microrganismi è unica tra i vari individui (i miei batteri non sono tutti uguali ai tuoi!)

In condizioni di salute (o di eubiosi) il microbiota intestinale mostra stabilità, resilienza e interazioni simbiotiche con l’ospite, oltre ad un’elevata diversità tassonomica. Tuttavia, la microflora intestinale può subire variazioni all’interno dello stesso individuo, a causa di:

  • Fattori ambientali (ad esempio l’uso di farmaci);
  • Età (più è avanzata, più si riscontra un generale calo della comunità microbica);
  • Alcune malattie intestinali, sia acute che croniche.

È facile intuire come uno squilibrio del microbiota, denominato disbiosi intestinale, sia strettamente legato alla salute dell’organismo. Se quindi per le malattie intestinali è facile notare un collegamento diretto con il microbiota, per altre patologie riguardanti organi lontani dall’intestino questo contributo risulta meno evidente e più difficile da dimostrare.

Recentemente, però, evidenze sempre maggiori stanno mettendo in relazione il microbiota con i diversi organi e le varie patologie associate. È stato sorprendentemente dimostrato che il microbiota intestinale svolge un ruolo determinante nello sviluppo del cancro e di alcuni tumori, principalmente attraverso tre fattori:

  • l’influenza sulla proliferazione e sulla morte delle cellule dell’ospite;
  • l’alterazione dell’attività del sistema immunitario;
  • la trasformazione del metabolismo.

Il rapporto tra microbiota intestinale e cervello

Si ritiene che il microbiota intestinale sia direttamente responsabile nel mediare il comportamento neuronale attraverso il cosiddetto asse intestino – microbiota – cervello, influenzando alcune prestazioni cognitive, comportamenti ripetitivi e interazioni sociali.

Una delle ipotesi più plausibili che spiega la relazione tra microbiota intestinale e cervello è l’aumento della permeabilità intestinale causata dallo stress: l’infiammazione periferica permetterebbe alle tossine di entrare nella circolazione sanguigna e di raggiungere il cervello, innescando una risposta immunitaria e ostacolando i normali processi fisiologici.

Sebbene il meccanismo diretto con cui i batteri intestinali possano influenzare alcune condizioni neuropsichiatriche non sia ancora stato studiato chiaramente, molti studi ritengono che lo stress indotto dall’intestino, l’alterazione del microbiota e vari altri fattori associati contribuiscano a causare depressione, ansia e altri disturbi psicologici.

Recentemente, poi, un numero sempre più elevato di studi sta indagando se possa esistere una comunicazione bidirezionale diretta tra microbiota e cervello in grado di regolare funzioni che sembrano dipendere esclusivamente dal cervello, tra cui il sonno.

Disbiosi e insonnia: una connessione emergente

Il sonno è un’attività fisiologica fondamentale che occupa un terzo della vita di ognuno. I disturbi del sonno sono molto diffusi nella società moderna, con impatti sulla salute e sui costi sanitari, e possono influire sia sulla qualità di vita sia sul rischio di contrarre diverse patologie: il diabete, l’ipertensione, l’obesità, la depressione, ma anche l’infarto e l’ictus.

Studi recenti hanno analizzato gli effetti dei principali disturbi del sonno sul microbiota intestinale, al di là della semplice abbuffata serale che ci fa rigirare nel letto tutta la notte: i risultati finora sono contrastanti e non chiariscono il legame con la disbiosi intestinale.

Alcune evidenze però iniziano a suggerire una correlazione diretta tra microbioma e insonnia, in particolare tra le variazioni del microbiota e la durata o la qualità del sonno, coinvolgendo i meccanismi dell’asse intestino – microbiota – cervello. Ad esempio:

  • è stato dimostrato che un rapporto positivo di batteri Firmicutes/Bacteroidetes e un’alta variabilità del microbiota siano correlati ad una migliore qualità del sonno;
  • un esperimento ha mostrato che, trapiantando il microbiota di topi con apnee notturne su topi sani, questi sviluppavano squilibri nel sonno, suggerendo quindi un possibile ruolo causale del microbiota (che necessita però di ulteriori conferme);
  • alcuni studi hanno valutato gli effetti positivi dei probiotici (tra cui i Lactobacillus e i Bifidobacteria) e di specifici interventi terapeutici (come i prebiotici e il trapianto di microbiota fecale) nella qualità del sonno in pazienti con microbiota alterato.

Test del microbiota intestinale: come e dove farlo?

In conclusione, il microbiota intestinale gioca un ruolo essenziale per il benessere complessivo dell’organismo: conoscerne la sua composizione e lo stato di salute è fondamentale per correggere preventivamente possibili condizioni di disordine.

A questo scopo, Butterfly Lab offre un Check-Up completo per il microbiota intestinale, indagando l’eventuale stato di disbiosi e la permeabilità dell’intestino. Il pacchetto analisi Benessere Intestinale comprende esami specifici riguardanti i parametri di:

  • indicano e scatolo (per l’analisi del microbiota intestinale);
  • zonulina sierica (per la valutazione di intestino gocciolante);
  • calprotectina e creatinina (per la valutazione dello stato infiammatorio in corso);
  • helicobacter pylori (per verificare una possibile infezione batterica);
  • sangue occulto (per indagare eventuali cause più gravi).

Puoi eseguire il test del microbiota in tutti i punti Butterfly Lab. Prenota online il pacchetto esami Benessere Intestinale e scopri il centro più adatto alle tue esigenze:

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Autore articolo
Samuele Negro

Samuele Negro

Ricercatore presso U.O.C. Clinica Neurologica Azienda Ospedale-Università Padova

Samuele Negro è laureato in scienze biomediche con Dottorato in Neurobiologia presso l’Università di Padova. Attualmente, dopo diverse esperienze lavorative in Italia e all’estero, è ricercatore all’Università di Padova. Si occupa di patologie neurodegenerative, tra cui la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

Bibliografia:

  • Hou K, Wu ZX, Chen XY, Wang JQ, Zhang D, Xiao C, Zhu D, Koya JB, Wei L, Li J, Chen ZS. Microbiota in health and diseases. Signal Transduct Target Ther. 2022 Apr 23;7(1):135. doi: 10.1038/s41392-022-00974-4. PMID: 35461318; PMCID: PMC9034083.
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  • O’Hara AM, Shanahan F. The gut flora as a forgotten organ. EMBO Rep. 2006 Jul;7(7):688-93. doi: 10.1038/sj.embor.7400731. PMID: 16819463; PMCID: PMC1500832.
  • Rodrigues VF, Elias-Oliveira J, Pereira ÍS, Pereira JA, Barbosa SC, Machado MSG, Carlos D. Akkermansia muciniphila and Gut Immune System: A Good Friendship That Attenuates Inflammatory Bowel Disease, Obesity, and Diabetes. Front Immunol. 2022 Jul 7;13:934695. doi: 10.3389/fimmu.2022.934695. PMID: 35874661; PMCID: PMC9300896.