Sensibilità al glutine non celiaca: quali analisi fare per distinguere da intolleranza o allergia?

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Pancia gonfia, mal di testa e stanchezza dopo un piatto di pasta o la pizza, ma con esami per la celiachia negativi: è il quadro tipico della sensibilità al glutine non celiaca. Ma non è tutto: molte persone convinte di essere “intolleranti al glutine” non hanno mai fatto il test, o hanno già eliminato il glutine dalla loro dieta con potenziali rischi per la loro salute.

Cerchiamo di capire cos’è la sensibilità al glutine, come riconoscere i sintomi, in cosa si distingue dalla celiachia e quale percorso iniziare per approfondire. Se stai cercando un primo punto di partenza, scopri la promo Butterfly sui test per le intolleranze alimentari.

Indice

Cos’è la sensibilità al glutine non celiaca (NCGS)?

La sensibilità al glutine non celiaca (NCGS o “non-celiac gluten sensitivity”) rientra nei disturbi glutine-correlati: definisce la presenza di sintomi che compaiono dopo l’ingestione di glutine, ma in persone che non sono celiache e non sono allergiche al grano.

L’ipotesi prevalente chiama in causa l’immunità innata (una risposta immunitaria aspecifica che non genera anticorpi), anche se il meccanismo non è ancora stato chiarito. 

Anche la diffusione della sensibilità al glutine è incerta, stimata tra 0,6% e 6% della popolazione, con frequenza maggiore tra le donne e i giovani: ciò dipende anche dal fatto che molte persone, facendo auto-diagnosi, iniziano a seguire una dieta senza glutine.

Sintomi della ipersensibilità al glutine: come riconoscerli?

Il tratto distintivo dei sintomi della sensibilità al glutine è il loro andamento: compaiono entro poche ore o giorni dall’assunzione di glutine, aumentando e diminuendo in base all’alimentazione. I disturbi intestinali, i più comuni, ricordano la sindrome IBS:

  • Dolore e crampi addominali;
  • Gonfiore e meteorismo (la classica pancia gonfia);
  • Diarrea o stipsi.

I sintomi extraintestinali sono spesso sottovalutati, poiché non vengono associati al cibo:

  • Mente annebbiata e difficoltà di concentrazione;
  • Mal di testa, stanchezza cronica e affaticamento;
  • Dolori muscolari e articolari;
  • Problemi cutanei come eczema, eruzioni e prurito.

Celiachia, allergia al grano o sensibilità al glutine? Le differenze

Capire le differenze tra sensibilità al glutine non celiaca, celiachia e allergia al grano è il passaggio più importante, perché cambiano sia la gravità sia il percorso diagnostico. 

Celiachia
Allergia al grano
Sensibilità al glutine
Meccanismo
Autoimmune
Allergico (IgE mediato)
Né autoimmune né allergico
Marcatori nel sangue
Anti-transglutaminasi IgA, antigliadina deamidata IgA
IgE specifiche per le proteine del grano
Nessun marcatore specifico
Danno intestinale
Atrofia dei villi
Assente
Assente o minimo
Sintomi tipici
Gastrointestinali ed extra intestinali 
Sintomi cutanei, digestivi e respiratori fino all’anafilassi
Sintomi simili all’IBS ed extraintestinali

Quali sono le cause della sensibilizzazione al glutine?

Le cause della sensibilità al glutine non celiaca sono ancora in fase di studio. 

L’elemento scatenante potrebbe non essere solo il glutine: le ipotesi principali chiamano in causa anche i FODMAP (zuccheri fermentabili presenti nel grano e in molti altri alimenti) e le proteine ATI del frumento, che potrebbero innescare una microinfiammazione intestinale.

Proprio perché il responsabile non è necessariamente il glutine, una parte della comunità scientifica preferisce parlare di “sensibilità al grano“. Di conseguenza, anche seguire una dieta rigorosamente senza glutine può non risolvere del tutto i sintomi.

Come si diagnostica la sensibilità al glutine non celiaca?

Allo stato attuale non esiste un test specifico per la sensibilità al glutine non celiaca: la diagnosi è per esclusione, seguendo il percorso codificato dai criteri di Salerno del 2015.

  1. Escludere la celiachia con gli esami sierologici: immunoglobuline IgA totali, anticorpi anti-transglutaminasi IgA e antigliadina deamidata IgA;
  2. Escludere l’allergia al grano con i test allergologici (IgE specifiche sul sangue);
  3. Dieta di eliminazione e reintroduzione del glutine, da seguire sempre sotto controllo medico, per verificare se i sintomi spariscono e poi ricompaiono.

Un avviso molto importante: gli esami per la celiachia vanno fatti mentre si sta ancora mangiando glutine. Iniziare la dieta senza glutine prima dei test può negativizzare gli anticorpi e mascherare una celiachia reale: per questo si sconsiglia la dieta fai-da-te.

Test di laboratorio: come capire se si è intolleranti al glutine?

Anche senza un esame diagnostico per la NCGS, il percorso può comunque iniziare dai test di laboratorio: un check-up Celiachia rileva i principali anticorpi (immunoglobuline IgA, anti-transglutaminasi, antigliadina deamidata) per escludere o confermare la malattia.

In seguito può essere utile mappare come l’organismo reagisce ai diversi alimenti, frumento e grano compresi: i nostri test per intolleranze alimentari sono uno strumento di orientamento per impostare, insieme allo specialista, una dieta costruita su misura.

NB: questi pacchetti test rappresentano un supporto utile all’interno di un percorso clinico professionale. Non sostituiscono il medico né diagnosticano da soli la sensibilità al glutine.

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Distinguere tra celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine può essere un percorso complesso: affidarsi ad un laboratorio analisi accreditato può fare davvero la differenza. 

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Domande frequenti sulla sensibilità al glutine non celiaca

Quanto dura la sensibilità al glutine non celiaca?

Non esiste una risposta univoca. A differenza della celiachia, che è permanente, la sensibilità al glutine può essere transitoria: alcuni pazienti riferiscono un miglioramento stabile nel tempo, altri una persistenza dei sintomi anche dopo anni. Per questo nei pazienti con NCGS è consigliato rivalutare periodicamente la tolleranza al glutine.

Si può guarire dalla sensibilità al glutine non celiaca?

Non si può parlare di “guarigione” in senso stretto, perché la “gluten sensitivity” non è ancora stata completamente compresa. Quello che si osserva in molti casi è una remissione dei sintomi con la dieta senza glutine e, in alcuni, una progressiva riduzione della reattività nel tempo. È comunque una condizione da monitorare, da non gestire in autonomia.

C’è un legame tra sensibilità al glutine e intestino irritabile?

Sì, la sovrapposizione è consistente: i sintomi gastrointestinali coincidono in larga parte e si stima che il 30% delle persone con IBS possa convivere con la sensibilità al glutine.

Qual è la differenza tra intolleranza e sensibilità al glutine?

Nel linguaggio comune si parla quasi sempre di intolleranza al glutine: utilizzata come sinonimo di celiachia, questa riguarda l’incapacità di digerire una sostanza, mentre la sensibilità al glutine sembra coinvolgere una reazione immunitaria innata. La differenza non è solo terminologica: cambia il meccanismo e, di conseguenza, gli esami da fare.