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Tireotropina (TSH): cos’è e perché misurarla

TSH tireotropina esame per la tiroide

Il TSH è l’ormone chiave per valutare lo stato di salute della tiroide: mantenere sotto controllo i livelli di tireotropina nel sangue è fondamentale per individuare eventuali disturbi.

Scopriamo insieme cos’è l’ormone tireotropo, come si misura, quali valori sono normali e cosa possono implicare le possibili alterazioni, per comprendere meglio il ruolo centrale di questo esame nella diagnosi e nella gestione delle patologie tiroidee.

Indice

Cos’è la tireotropina e perché si misura?

La tireotropina (in breve TSH, ma anche ormone tireostimolante o tireotropo) è un ormone prodotto dall’ipofisi, una piccola ghiandola endocrina situata alla base dell’encefalo. Nel nostro organismo il TSH agisce come un regolatore chiave della funzione tiroidea, stimolando la tiroide a produrre gli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).

Quando i livelli di T3 e T4 diminuiscono, l’ipofisi aumenta la secrezione di TSH per stimolare la tiroide a produrre più ormoni; d’altro canto, quando i livelli di T3 e T4 sono elevati, il TSH viene soppresso attraverso un meccanismo di feedback negativo.

La misurazione della tireotropina è uno degli esami più importanti per valutare la funzionalità complessiva della tiroide e viene comunemente consigliato per:

  • Diagnosi di eventuali patologie tiroidee, come ipotiroidismo e ipertiroidismo, soprattutto in presenza di sintomi suggestivi o di ingrossamento della ghiandola;
  • Monitoraggio della terapia farmacologica sostitutiva con levotiroxina nel trattamento dell’ipotiroidismo, o della terapia soppressiva per l’ipertiroidismo;
  • Screening neonatale per l’identificazione precoce dell’ipotiroidismo congenito.

Quali sono i valori di TSH nella norma?

I valori normali della tireotropina nel sangue possono variare leggermente tra i diversi laboratori, a causa di differenze nei metodi di analisi e negli intervalli di riferimento adottati. 

Tuttavia, in linea generale, il range di normalità del TSH per gli adulti sani va da 0,4 a 4,3 mU/L (milliunità per litro). È importante notare che questi valori possono subire alcune variazioni in base all’età e al sesso del paziente, ad esempio:

  • Negli anziani sopra i 65 anni, il TSH tende ad essere leggermente più elevato;
  • Durante il 1° trimestre di gravidanza, il TSH può abbassarsi fisiologicamente.

L’interpretazione dei valori di TSH deve sempre essere effettuata nel contesto clinico del paziente, tenendo conto di eventuali sintomi, condizioni mediche concomitanti e altri test sulla funzionalità tiroidea, come il dosaggio degli ormoni liberi T3 e T4. 

Un valore di TSH al di fuori dell’intervallo di normalità potrebbe indicare una situazione di ipotiroidismo o ipertiroidismo, richiedendo ulteriori accertamenti diagnostici.

TSH alto e ipotiroidismo: cosa sapere

Un valore elevato di TSH (> 4,30 mU/L) è spesso indicatore di ipotiroidismo, una disfunzione in cui la ghiandola tiroidea non riesce a produrre una quantità sufficiente di ormoni tiroidei. In questa situazione, l’ipofisi rileva la carenza di ormoni T3 e T4 nel sangue e aumenta la produzione di TSH nel tentativo di stimolare la tiroide a lavorare di più.

Esistono diverse cause per un TSH alto ed un conseguente ipotiroidismo primario:

  • Tiroidite di Hashimoto;
  • Carenza di iodio;
  • Asportazione chirurgica parziale o totale della tiroide;
  • Trattamento con farmaci antitiroidei o radiazioni;
  • Ipotiroidismo congenito.

Inoltre, un TSH elevato può essere causato da una resistenza periferica agli ormoni tiroidei, oppure da una ipersecrezione “autonoma” da parte dell’ipofisi (ad esempio in presenza di adenomi). In alcuni casi rari, livelli molto alti di TSH possono essere dovuti a una produzione ectopica di sostanze simili da parte di tumori maligni in altre sedi.

È importante sottolineare, però, che un TSH alto non è sempre sinonimo di ipotiroidismo grave: livelli leggermente aumentati si riscontrano anche in condizioni di stress o in alcune malattie sistemiche. Pertanto, l’interpretazione dei valori di TSH deve sempre essere contestualizzata da un professionista ed integrata con altri esami per la tiroide.

TSH basso e ipertiroidismo: cosa sapere

Un valore di TSH inferiore al normale (> 0,40 mU/L) è spesso indicativo di ipertiroidismo, una condizione in cui la ghiandola tiroidea produce un eccesso di ormoni tiroidei. In questo caso, l’elevata concentrazione di T3 e T4 nel sangue sopprime la produzione di TSH da parte dell’ipofisi, nel tentativo di raggiungere uno stato di equilibrio (omeostasi).

Le cause più comuni di un TSH basso e di un conseguente ipertiroidismo includono:

  • Malattia di Graves;
  • Noduli tiroidei iperfunzionanti;
  • Gozzo multinodulare tossico.

Inoltre, un TSH basso può essere riscontrato in condizioni di ipotiroidismo secondario o terziario, causate rispettivamente da un malfunzionamento dell’ipofisi o dell’ipotalamo nella produzione del TSH o dell’ormone di rilascio della tireotropina (chiamato TRH).

Un valore di TSH estremamente basso, quasi non misurabile, può essere un segno di ipertiroidismo e richiede un’attenta valutazione professionale: tuttavia, è importante considerare che livelli leggermente al di sotto della norma possono verificarsi anche in seguito ad un’eccessiva assunzione di farmaci nel trattamento dell’ipotiroidismo.

Anche in questo caso, l’interpretazione dei livelli di tireotropina deve essere effettuata in combinazione con l’anamnesi clinica del paziente ed altri test sulla funzione tiroidea.

Esame del sangue per TSH: a cosa serve?

La procedura per l’esame del TSH (o TSH reflex) prevede un semplice prelievo di sangue venoso dal braccio del paziente. Non sono necessarie particolari preparazioni, sebbene sia consigliabile fornire al medico un elenco completo di eventuali farmaci assunti prima del prelievo, poiché alcuni di essi potrebbero influenzare i livelli di TSH.

Il test del TSH viene spesso richiesto in combinazione con il dosaggio degli ormoni tiroidei liberi (FT3 e FT4) per ottenere una valutazione completa della funzionalità tiroidea. 

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